Trasfigurati

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Il pesce di san Pietro

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Sigalini: Duc in altum!

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Giovani copricapi

 

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Beata Galilea

(pensieri in libertà su volti, incontri e preghiere del 3 gennaio 2011)

Nic & Mic: “Adoro il lunedì” anche in Galilea!

Mic: Una terra dalla vegetazione rigogliosa che sembra rendere eternamente lodi a Dio per la bellezza degli uomini che in ogni tempo l’hanno abitata…

Nic: Le acque di un lago e le cime dei monti dove puoi provare ad immaginare i discorsi degli apostoli con Gesù, i suoi insegnamenti, il cammino condiviso con il Maestro…

Mic: il vento forte che soffia sulle onde e nell’anima e suscita domande antiche e nuove…

Nic: l’essenzialità della Chiesa di Tabga, con il mosaico che mi ricorda di essere chiamato ad offrire i miei pani e pesci ai piedi del Suo altare…

Mic: le Beatitudini da ripercorrere passo dopo passo su di un monte sempre in salita, portando nel cuore tutti i giovani della mia diocesi…”fatti di santità”

Nic: l’entusiasmo di dieci coppie di sposi che rinnovano le loro promesse nella gioia di quel vino sempre nuovo che è la loro unione; …e la preghiera per la mia mamma e il mio papà!

Nic e Mic, domani trasfigurati sul Monte Tabor (in foto ma ancora in aspetto dis/umano)

 

 

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Arrivati a Nazareth

Anche a Gerusalemme si celebra la Giornata Mondiale della Pace, ma qui ha un valore tutto particolare. In un paese dove per raggiungere la Messa abbiamo dovuto attraversare un check point: questa città si presenta a noi come il luogo più bisognoso di pace, ma allo stesso tempo la città stessa è la profezia (anche se non ancora avverata) di questo grande dono!

Non ci era mai capitato di partecipare ad una Messa per la pace celebrata in cinque lingue con almeno trenta etnie diverse; la cifra universale della preghiera cristiana qui è visibile per tutti; e questo è per noi è un segno tangibile di speranza!

Salutiamo Gerusalemme dopo una corsa ad ostacoli attraverso i vicoli guidati da una rapidissima suora paolina adoratrice dell’Eucarestia che proprio non vuole lasciarci senza anti-infiammatorio per la gola…

…lungo la strada che porta in Galilea ci fermiamo nel deserto di Giuda. Si presenta ai nostri occhi un’immensa distesa di rocce. Anche solo un rapido sguardo sul deserto lascia il pellegrino attonito e disorientato; l’inospitalità del paesaggio all’inizio non sembra accogliente, ma ci accompagna a ritrovare dentro di noi i germogli di vita e di speranza che il Signore ha seminato.

…proprio in questo modo basta la pioggia che ieri ha bagnato questa regione (e noi che camminavamo per le sue strade) per far nascere tanti piccoli cespugli, come nel caso della rosa di Gerico, che anche se apparentemente secca e senza vita, appena riceve l’acqua fiorisce…

…e proprio in questo modo le comunità di Beduini restano attaccate e radicate nel loro territorio e colpiscono il nostro sguardo mentre costeggiamo i lavori per la nuova strada che a breve bloccherà l’ingresso di chiunque al loro campo!

Dopo una breve sosta a Gerico siamo dunque giunti a Nazareth, le nostre finestre – segno o sogno?! – affacciano proprio su quella casa dove un Sì ha cambiato la storia dell’umanità…

…affidiamo, a metà pellegrinaggio, i passi compiuti e quelli che ci attendono alla nostra dirimpettaia!

Anna Cira, Michele e Nicola

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Sulla pietra dell’unzione

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